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Per l'equipe Medica di Gangbangbologna...una piacevole operazione a culo aperto...
GangbangBologna
20.01.2019 |
873 |
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"Quando arriva il momento di rivestirci, per dare il tempo a chi abita lontano di
rientrare entro l’alba, nessuno lo fa volentieri, ma non può essere che così..."
Si prospetta una serata difficile. Quando, vero o falso che sia, cominciano ad arrivarealcune defezioni dalle coppie con cui ci si era accordati, la situazione si complica ed io
vado in ansia. I bull ci sono, nove in totale, e su di loro non ho dubbi perché ormai
siamo un gruppo vero e proprio ed è questa la nostra forza. Alcuni sono entrati
recentemente, come lo Scrittore; altri magari non sono assidui, ma so che loro non
daranno problemi, piuttosto mi aiuteranno a risolverli nel caso ce ne fossero.
Non mi soffermo mai a pensare a tutto l’impegno che devo profondere nell’organizzare
ogni singola gang: correrei il rischio di farmi delle domande per le quali non ho
risposte. Ma so di aver costruito qualcosa del quale vado orgoglioso, perché mi diverto
come si divertono anche tutte le persone che ne sono coinvolte.
Alle 20 e 30 di venerdì mi trovo in un locale con Richard, Dave e lo Scrittore, per bere
qualcosa e fare il punto della situazione. Esprimo loro le mie ansietà per le coppie che
non si presenteranno: sarebbero dovute essere cinque, invece corriamo il rischio che
siano solo due. Troppi bull per poche donne!
Quando la prima coppia, Fiesta69, nuova al nostro gruppo, mi messaggia di essere già
sul luogo deputato alla gang, lasciamo il locale e li raggiungiamo in auto. Ormai sono
le 21 e 30. Sotto al portico, davanti al portone del nostro bunker altri cinque vecchi amici ci
raggiungono: il gruppo dei bull è completo! Sul camper parcheggiato a pochi metri da
noi, la prima coppia aspetta un nostro segnale.
In auto ho un borsone pieno di materiali, bottiglie di prosecco già fresche e pasticceria
dolce e salata in alcuni vassoi. Scarichiamo tutto e la piccola carovana s’inoltra nei
sotterranei del palazzo dove si trova l’accogliente scantinato che conosciamo bene.
Predisposte le luci giuste, la musica di sottofondo, la posizione dei divani e le
vettovaglie, è la volta di spogliarci e assumere il ruolo giocoso che caratterizzerà tutta
la serata: travestiti da medici in divisa azzurra, cuffietta, guanti e mascherina. Quando
la messinscena è pronta e la coppia varca la porta tutto va come speravo:
presentazioni, sorrisi e battute, brindando col prosecco, non lasciano spazio a nessun
imbarazzo. Liberata dal cappotto, Roby si mostra in un abito di raso rosso che le fascia
le orgogliose forme giunoniche, e alti tacchi neri. Il compagno le rimane a fianco
mentre le prime mani cominciano timidamente ad accarezzarla scostando i lembi di
raso.
Nel momento in cui l’attesa seconda coppia arriva, salta la corrente. Ecco, queste sono
cose che non devono succedere! Probabilmente il riscaldamento elettrico, la musica e
le luci hanno sovraccaricato l’impianto: devo reagire prontamente. Con una telefonata
scopro dove si trovano gli interruttori generali, indosso un paio di scarpe e una giacca
pesante per risalire nell’atrio del palazzo e risolvere il problema senza congelare. Forse
cinque minuti in tutto!
Mauro e la Fiona, la seconda coppia, sono già conosciuti dal gruppo e la loro entrata in
gioco è fulminea. Fiona è una donna piccola ed esile, sorridente e con un carré di
capelli corvini che le incornicia il volto. Quando esce dal bagno, dove si è chiusa per
qualche minuto al suo arrivo, indossa una provocante guepiere di pizzo nero con le
calze ed i tacchi, senza mutandine. Mentre Roby, rimasta ormai solo con le scarpe,
viene adagiata su un divano centrale e circondata dai miei colleghi medici, Fiona
raggiunge un divano contro una parete e un piccolo staff di sanitari la raggiunge.
Iniziano le visite! I due mariti non si fanno pregare ed entrano a far parte dei bull:
Mauroi affonda la faccia tra le gambe burrose di Roby mentre lei si destreggia tra il
cazzo del marito appoggiato in fronte ed altri due che pretendono di essere pompati,
ai lati. Fiona, in ginocchio, ha un cazzo in bocca mentre un altro la scopa con
convinzione. Sono bastati pochi minuti perché la gang esplodesse in tutta la sua forza.
Alle spalle di Mauro, che si accanisce con la lingua su quel sesso ormai fradicio, c’è chi
aspetta che venga il suo turno massaggiandosi l’uccello con una mano e col
preservativo scartato nell’altra. Appena Mauro toglierà la testa, qualcuno impalerà
Roby.
Quando la giostra comincia a girare, i bull si danno repentinamente il cambio per
mantenere soddisfatte le voglie delle donne e i cestini sparsi cominciano a riempirsi di
salviette e preservativi, l’aria si fa umida e calda e i gemiti che sfuggono coprono la
musica. Le divise azzurre da sanitari si sono accumulate sulle sedie e, nella luce
soffusa due intrichi di corpi nudi intorno alle due protagoniste si muovono asincroni.
Finché non squilla un telefono: è quello di Luca Giocosoloconcoppie che aveva il
compito di mantenere i contatti con le coppie. La terza di esse, Ventosaro, che ormai
avevo escluso potesse venire e mai incontrata prima, sta arrivando. Luca, fedele agli
impegni presi, si veste ed esce dallo scantinato per andare ad accoglierli in strada
senza che la gang accenni a rallentare. Con lo Scrittore decidiamo di chiudere la
pesante tenda di velluto che divide in due l’ambiente, così che i nuovi arrivati vengano
accolti in una sorta di anticamera e non piombino in mezzo all’azione. Quando
finalmente vediamo la porta riaprirsi, alle spalle di Luca c’è la coppia. Sono spaesati e,
nell’entrare si tengono vicini mentre sorridono nervosamente. Ad accoglierli, dopo
aver avuto la decenza di indossare nuovamente le divise, siamo in quattro: offrendo
loro un calice di vino e qualcosa da stuzzicare, intavoliamo un piccolo dialogo
amichevole così da dare il tempo alla loro agitazione di stemperarsi. A un paio di metri
da lì, oltre la tenda, Roby e Fiona sono scopate da sette uomini, mentre noi
chiacchieriamo con la nuova coppia ancora avvolta dalle giacche invernali: che buffa
situazione! Bastano cinque minuti perché la tensione si sciolga e la tenda venga
aperta: a quel punto la terza donna nello scantinato, Alba, viene spogliata e
accompagnata al terzo divano. Le nostre divise tornano ad appoggiarsi sulle sedie e,
nudi, la circondiamo.
Le tre donne, fino all’una e mezza della notte, rimangono lì dove si sono adagiate al
loro arrivo, magari andando qualche volta in bagno camminando malferme, nude sui
tacchi per poi tornare alle loro alcove e ricominciare a prendere cazzi in ogni orifizio.
Doppie e triple penetrazioni si susseguono ininterrotte, con una piacevole alternanza
di momenti giocosi e scatti animaleschi accompagnati dalle loro urla di godimento. La
schiena sudata di Dave che con due dita penetra e scuote il culo della Roby
ansimante, la faccia sorridente di Richard che emerge dai capelli neri di Fiona, lo
Scrittore seduto sulla faccia di Alba mentre sorseggia del prosecco: sono queste
alcune delle scene che ho visto in quelle ore e che mi piace ricordare.
Quando arriva il momento di rivestirci, per dare il tempo a chi abita lontano di
rientrare entro l’alba, nessuno lo fa volentieri, ma non può essere che così. Regalo alle
due nuove coppie, Fiesta69 e Ventosaro, le magliette di GangBangBologna per fermare
materialmente la memoria della serata, che tornerà vivida ogniqualvolta le vedranno
nei loro cassetti. Anche se, in realtà, serate come questa sono difficili da dimenticare
per tutti noi. Nel salutarci con baci e abbracci, ci promettiamo che ci saranno futuri e
immancabili incontri: chissà se sarà davvero così.
L’unica certezza è che domattina inizierò a organizzare la prossima gang,
impegnandomi perché sia sempre migliore della precedente. Chi saranno i fortunati?
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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